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Una tragedia reale regia Francesco Saponaro

di Giuseppe Patroni Griffi 

regia e scene 
Francesco Saponaro 

con
Lara Sansone
Andrea Renzi 
Luciano Saltarelli 
Ingrid Sansone

costumi
Roberta Nicodemo

luci 
Cesare Accetta

suono
Daghi Rondanini 

produzione 
Tradizione e Turismo - Centro di Produzione Teatrale
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Teatri Uniti

La vicenda si ispira alla tragica fine della principessa Diana, mito planetario pop con derive da rotocalco, e ritrae con gusto dissacrante la reazione convulsa e aspra della Regina. Intorno al suo letto compaiono Molly, dama di compagnia, il principe ereditario ex marito della defunta, la principessa sorella della regina e il Primo Ministro che cerca di convincere Sua Maestà a consegnare il feretro della principessa-martire allo sguardo costernato dei sudditi e dei mass-media di tutto il mondo. 

A distanza di vent’anni dalla sua stesura e dal primo allestimento, affrontiamo Una tragedia reale (1999), bizzarra e imprevedibile scrittura di Peppino Patroni Griffi. Siamo di fronte a un sagace divertissement parodistico, arricchito da un lessico popolare e virulento, che sembra risalire dal repertorio fiabesco del Basile condito da una buona dose di politically incorrect. 

Con  Una tragedia reale, Giuseppe Patroni Griffi chiude il suo percorso di drammaturgo fedele alla sua indole più intima: quella di cantore “naturale e strafottente” di una cultura che da sempre ha mosso il suo estro, un luogo della mente dove tragedia e scherno convivono e il confine tra vita e morte è solo un’ingannevole apparenza. 



Estratti dalla rassegna stampa

Francesco Saponaro riesce nell'impresa di esaltare tutto il potenziale comico presente nel testo di Patroni Griffi senza mai smarrire gli aspetti dell'algido contesto. E il cortocircuito risulta dirompente grazie all'inedita interpretazione che Lara Sansone offre come Regina anglo-napoletana che usa il talamo come trono, con tanto di corona, vestaglia blu regale e cagnolini Corgis. 
Stefano De Stefano, Corriere del Mezzogiorno, 12 marzo 2019 

Paradossale, divertente, intelligente, rapido spettacolo andato in scena con successo al Teatro Sannazaro per l'attenta regia di Francesco Saponaro e l'interpretazione di un pugno di spiritosissimi attori capeggiati da una bravissima, coraggiosa ed inconsuetamente invecchiata Lara Sansone. Una "commedia a vapore" d'impertinenza petitiana, a costruire la storia di una "felicità da tenere a freno in nome della "ragione di stato". 
Giulio Baffi, La repubblica, 10 marzo 2019 

I personaggi si esprimono in un coloratissimo dialetto che richiama la lingua e il mondo di Basile così che la commedia rivela la sua vera natura di “cunto” 
Fabrizio Coscia, Il Mattino, 10 marzo 2019 

Uno spettacolo dove l’ironia feroce del maestro fa capolino, a ogni piè sospinto, con un linguaggio moderno, realistico, che non indulge in compiacimenti. Bravi tutti gli attori in scena che hanno caratterizzato i personaggi con ragguardevole maestria. 
Teresa Mori, Roma, 10 marzo 2019

La regia di Francesco Saponaro sa giocare bene con le prove, i contropiedi e le posture della recita del lutto al passaggio del feretro, dove le parole rubate a Shakespeare danno una solenne e sperticata mano, fino ai qui pro quo con un operaio alticcio di Liverpool che entra nella camera da letto di sua Maestà credendo di stare nel suo Palace Hotel, per poi passare all’epilogo con una mascheratissima, vegliarda Regina Madre vestita alla Sza Sza Gabor, che ha capito fischi per fiaschi, e induce la Regina regnante, infine sola, a evocare la chiusa di Riccardo: <‘ncoppa a nu bello cavallo, fuir là abbascio fuir…>. Merita ancora un pubblico popolare, e anche platee edotte (mi verrebbe da dire: alla Flaiano), questa “Tragedia reale”.  
RodolfoDi Giammarco , La Repubblica 2 Aprile 2019