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The Night Writer. Giornale notturno testo, scene e regia Jan Fabre

in scena

dal 18 Marzo '22
al 20 Marzo '22
testo, scene e regia
Jan Fabre

con
Lino Musella

musiche a cura di
Stef Kamil Carlens

drammaturgia
Miet Martens, Sigrid Bousset

traduzione
Franco Paris

disegno luci
Jan Fabre

direzione tecnica e luci
Marciano Rizzo

direzione fonica
Marcello Abucci

direzione di produzione
Gaia Silvestrini

una produzione
Troubleyn - Jan Fabre e Aldo Grompone e FOG Triennale Milano Performing Arts - LuganoInscena - Teatro Metastasio di Prato - TPE – Teatro Piemonte Europa - MARCHE TEATRO - Teatro Stabile del Veneto produzione esecutiva Carnezzeria srls
Note
The Night Writer. Giornale notturno è un autoritratto.

Jan Fabre di notte scrive e disegna. The Night Writer raccoglie, come in un flusso, i suoi pensieri sull’arte e sul teatro, sul senso della vita, sulla famiglia, sul sesso, sull’amore: dai vent’anni di un giovane di provincia, sino alla maturità dell’artista celebrato in tutto il mondo.

Come in una confessione, un mettersi a nudo con spregiudicatezza, con ironia e crudeltà, il copione raccoglie diverse pagine dei diari personali dell’autore, oltre a brani tratti dai suoi scritti per il teatro: La reincarnazione di Dio (1976), L’Angelo della Morte (1996), Io sono un errore (1988), L’imperatore della perdita (1994), Il Re del plagio (1998), Corpo, servo delle mie brame, dimmi… (1996), Io sono sangue (2001), La storia delle lacrime (2005), Drugs kept me alive (2012).

Lino Musella dà corpo a questo “diario umano” e restituisce l’irrestituibile: da grande attore incarna con verità, con poesia, con commozione, con ironia e con intelligenza questo carico di vita e di pensieri, con la stessa potenza, vitalità e bellezza, con cui l’autore li ha trasferiti su carta.

Rodolfo di Giammarco

La lettura del diario ci introduce alle molteplici, contraddittore e intriganti sfaccettature di Jan Fabre, che si rivela di volta in volta visionario, disarmante e scaltro, pungente e commovente, provocatorio ed esitante, sovversivo e orgoglioso della propria tradizione figurativa fiamminga. (…) Emerge poi un’evidente e significativa discrepanza tra la vita del giorno, ricca comunque di impressioni, sensazioni, lavoro, performance, mostre, progetti e quella – se possibile ancora più intensa – della notte, intima, lacerante, sconvolgente, colma di furia creativa, ora meditativa, ora “sanguigna”. L’affermazione di una curiosità senza limiti e di un’inesauribile energia ruotano già in queste pagine intorno al ruolo del corpo, un corpo che è nel contempo spirituale e materiale, culturale e viscerale, sede del pensiero ma anche di sangue, urina, sperma, nucleo dell’eterno flusso di nascita-morte-rinascita. (…) Un ritratto al rosso profondo e coinvolgente.

Franco Paris

Estratti dalla rassegna stampa
The Night Writer. Giornale notturno, una autentica vertigine di emozioni dentro la vita di un artista sempre sul ‘filo del rasoio’. Uno degli spettacoli più belli della stagione, un vero cult, il cui tour si allunga di mese in mese per le tante richieste. …un ‘racconto per scomparire’ (parole di Jan Fabre) che diventa grande teatro grazie a un Lino Musella magistrale: ambiguo, ironico, triste, bello e potente.

Anna Bandettini, la Repubblica 

L’artista fiammingo, che di tante ricerche della scena di oggi è stato un ispiratore e precursore, si racconta, si confessa per bocca di un bravissimo attore italiano, Lino Musella, in uno spettacolo che unisce la sfrontata messa a nudo di sé a un alto grado di costruzione formale… Questo attore, approdato in tempi recenti a una deflagrante maturità espressiva che ne fa uno dei talenti più sfaccettati del panorama teatrale attuale, riesce a trovare misteriose sintonie con l’inquieta personalità di Fabre, che traduce in una gamma di umori ora rochi, ora malinconici, ora come venati da un vago e sottile struggimento… Il testo, che mescola dichiaratamente verità esistenziali e finzioni narrative, spezzoni poetici e appunti occasionali, tratta gli argomenti più disparati, la famiglia, il fratello morto, il rapporto con la propria mente, i processi creativi. È curioso notare come anche le sensazioni più delicate si intreccino in lui con un che di estremo, e persino il culto della bellezza sia associato a una vocazione conflittuale e sovversiva.

Renato Palazzi, Il Sole 24ore

Ed è uno spettacolo di rara intensità, crepuscolare e visionario, divertente e dissacrante. Poetico di una poesia trattenuta, detta timidamente, appena evocata sul filo dei ricordi. Ma The Night Writer gode anche di un impianto istallativo, plastico: non solo una gigante proiezione a segnare il fondale, ma anche una pedana di sale, su cui spuntano, come creste lunari, quattro pietre, le “Stein” (per un gioco che non vi svelo), cui Musella si affida in una prova sospesa tra pratica performativa e sapiente interpretazione. Va detto: Lino Musella è ormai uno dei migliori attori italiani, e qui acquista una identità ulteriore, giovando senza dubbio della regia di Fabre, cui l’attore restituisce toni però suoi, più umani, anche dubbiosi e (auto)ironici…

Andrea Porcheddu, glistatigenerali.com

Musella cerca un possibile, o impossibile, equilibrio col suo personaggio, Jan Fabre, un rapporto che permetta di entrare nella fucina magmatica, sangue, umori, viscere, di un artista geniale e discusso, provocatore e trasgressivo. E ci riesce con un’alchimia di toni e un’espressività raffinata e forte.

Magda Poli, Il Corriere della Sera


Il nuovo assolo del geniale Jan Fabre, il primo scritto in italiano per l’ottimo Lino Musella, ci consegna l’incrollabile certezza che il teatro sia il solo luogo (mentale, creativo, fisico) che nell’epoca del virtuale sia riuscito a conservare la sua spiritualità. Jan Fabre con un assolo tutto nuovo, in cui si racconta, si rivela, si nasconde, ci provoca, ci affascina ma per interposta persona... Questo alter ego è Lino Musella, interessante attore che ama spesso esibirsi in spettacoli fuori dagli schemi consueti, ricco di estro e di intelligenza. …Ascoltando le sue parole è possibile penetrare dentro l’officina artistica di questo inventore di teatro, performer, coreografo, artista visivo che se ne infischia dei generi avendoli profanati tutti e che mantiene l’incrollabile certezza che il teatro sia il solo luogo (mentale, creativo, fisico) che nell’epoca del virtuale sia riuscito a conservare la sua spiritualità.

Maria Grazia Gregori, delteatro.it

Giornale notturno, sprezzante zibaldone di rapide illuminazioni («Ogni vera bellezza è scomoda») e altrettanto fulminei turbamenti, redatto con irrequietezza nel corso di notti insonni. Ora questo diario giovanile, composto da pensieri sull’arte e sul teatro, sul senso della vita e sulla famiglia, è diventato un omonimo spettacolo, diretto ovviamente dallo stesso Fabre…artista che ha trovato nel teatro lo spazio privilegiato di sperimentazione e nelle pratiche performative il luogo di confluenza di linguaggi e umori.

Matteo Marelli, Il Manifesto