teatrosannazaro
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Sorelle con Sara Bertelà e Anna Della Rosa

in scena

dal 25 Febbraio '22
testo, messinscena e spazio scenico
Pascal Rambert

con
Sara Bertelà e Anna Della Rosa

traduzione italiana
Chiara Elefante

durata
90 min senza intervallo

una produzione
TPE - Teatro Piemonte Europa – FOG Triennale Milano Performing Arts

Sorelle è il primo adattamento italiano di Soeurs, testo del pluripremiato drammaturgo Pascal Rambert che ne ha curato anche la regia, guidando sul palco due interpreti d’eccezione, Sara Bertelà e Anna Della Rosa. Lo spettacolo prodotto da TPE - Teatro Piemonte Europa e FOG Triennale Milano Performing Arts, ha debuttato alla riapertura dei teatri nel maggio 2021, dopo essere stato in prova durante i mesi di lockdown.
Dopo i successi di Clôture de l’amour, Répétition (Prova) e Architecture (con cui ha inaugurato il Festival di Avignon nel 2019), il regista e autore francese dirige due attrici molto amate dal pubblico e recentemente applaudite in diverse produzioni TPE: Sara Bertelà (Molière / Il Misantropo, Una specie di Alaska, Niente di me) e Anna Della Rosa (Molière / Il Misantropo, Accabadora, Cleopatràs). Lo fa con un grande racconto che pone al centro la resa dei conti tra due sorelle, che lui stesso descrive come: «uno smisurato conflitto tra due donne che tutto separa e tutto riunisce. Una lotta all’ultimo sangue. Parola contro parola. Corpo contro corpo. Per dirsi - attraverso tutta questa violenza - solamente una cosa: l’amore che provano l’una per l’altra». Sorelle parte da un conflitto famigliare per assumere in maniera raffinata e sottile una visione geopolitica perturbante per noi occidentali e poeticamente inedita.
Aggiunge Rambert «Non esiste una trama, mi piace immaginare lo spettacolo in termini di energia. Non mi interessa raccontare una storia di conflitto ma focalizzarmi su come le interpreti incarnano il testo. Sull’energia reale e organica che scaturisce dalla relazione che i loro due corpi instaurano nello spazio. Quando dico che si tratta di uno scontro tra due sorelle, dico tutto e allo stesso tempo niente. La forza del conflitto risiede, infatti, su due elementi: il potere dello scambio verbale e l’eco che questo genera nello spazio e nel tempo. È qualcosa che si rinnova ogni sera e che richiede un notevole sforzo fisico».
Sulla genesi della versione italiana aggiunge: «A volte le cose vanno così. Ho scritto e diretto le versioni di Soeurs a Parigi e Madrid contemporaneamente con Audrey Bonnet e Barbara Lennie con cui, qualche anno prima, avevo lavorato rispettivamente per la versione francese e spagnola di Clôture de l’Amour, andata in scena Italia proprio con Anna Della Rosa. E quando mi è stato proposto di realizzare la versione italiana di Soeurs con Anna Della Rosa e Sara Bertelà ho subito detto di sì, pieno di entusiasmo per questa nuova esperienza». 
E così il regista ha rimodellato la pièce sul corpo e la personalità di Anna Della Rosa e Sara Bertelà in questo che è il primo adattamento italiano del suo testo.


Pascal Rambert 
Classe 1962, il francese Pascal Rambert è autore, regista, scenografo e coreografo. Le sue creazioni sono state presentate in Europa, America Centrale, America del Sud, Africa del Nord, Russia, Asia e Medio Oriente e i suoi testi sono stati tradotti e pubblicati in molte lingue. Rambert ha aperto il 73° Festival di Avignone con il suo testo più recente, Architecture. Tra i suoi successi teatrali ricordiamo Clôture de l’amour che nel 2019 è stata recitato almeno 200 volte ed è stata tradotto in 23 lingue diverse. Sono stati realizzati adattamenti di questa pièce in 11 lingue diverse.


Anna Della Rosa
Diplomata alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, si specializza con Luca Ronconi e Massimo Castri. Debutta con Peter Stein in Pentesilea e Medea al Teatro Greco di Siracusa. È Giacinta nella Trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni diretta da Toni Servillo, spettacolo prodotto dal Piccolo Teatro di Milano e Teatri Uniti. Per questa interpretazione vince il Premio ETI Gli Olimpici del Teatro come migliore attrice emergente e il Premio Virginia Reiter 2009. È protagonista diretta da Lluís Pasqual in Blackbird di David Harrower prodotto dal Piccolo Teatro di Milano. Per questa interpretazione vince il Premio Marisa Bellisario e il Premio Duse come migliore giovane attrice di teatro. È protagonista diretta da Pascal Rambert, in Clôture de l’amour e Prova (Répétition). Interpreta Sonja in Zio Vanja diretta da Marco Bellocchio. È Toinette ne Il malato immaginario diretta da Andrée Ruth Shammah, è protagonista in Peperoni difficili e Bad and Breakfast, scritti e diretti da Rosario Lisma, per il Teatro Franco Parenti di Milano. È Antigone ne I sette contro Tebe, diretta da Marco Baliani, in scena nel 2017 al Teatro Greco di Siracusa, produzione Inda. Interpreta Celimène in Molière / Il Misantropo per la regia di Valter Malosti prodotto da TPE – Teatro Piemonte Europa. Nella stagione 2018-2019 è interprete di Accabadora dal romanzo di Michela Murgia, regia Veronica Cruciani, coproduzione TPE – Teatro Piemonte Europa, e di un altro monologo: L’Angelo di Kobane, di Henry Naylor, produzione Teatro Nazionale di Genova e TPE – Teatro Piemonte Europa, regia di Simone Toni. È protagonista diretta da Martin Kusej in Disgraced di Ayad Akhtar, prodotto dal Teatro Stabile di Torino. Nel 2020 è protagonista di Cleopatràs di Giovanni Testori per la regia di Valter Malosti, per cui riceve una candidatura come miglior attrice ai premi UBU 2020-2021. È la voce narrante di Via col Vento di Margaret Mitchell, realizzato per Storytell, con cui collabora per numerosi audiolibri. È la Ragazza Esangue nel film premio Oscar La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

Sara Bertelà
Diplomata alla Scuola del Teatro Stabile di Genova, debutta, ancora allieva, ne La buona Moglie di Goldoni di Marco Sciaccaluga con cui collabora nel tempo. Giovanissima lavora, tra gli altri, con Albertazzi, Castri, De Bosio, Lavia, Benno Besson, Sergio Fantoni. Ricorrenti nel suo percorso: Valerio Binasco, Carlo Cecchi, Cristina Pezzoli, Fausto Paravidino, Filippo Dini, Danilo Macrì, Paola Donati, Andrée Ruth Shammah. E anche Cristina Comencini, Marco Bernardi, Beppe Rosso, Roberto Tarasco. Per la regia di Binasco è protagonista di Una specie di Alaska di Harold Pinter (2009), riproposto nell’estate 2020 al Teatro Carignano di Torino per Summer Plays. Il pubblico l’ha recentemente applaudita accanto a Valter Malosti come Arsinoè nella produzione TPE Molière / Il Misantropo con la regia dello stesso Malosti, per cui si è aggiudicata il Premio Maschere del Teatro 2021 come miglior attrice non protagonista. Diversi i ruoli in serie tv, tra cui Colletti bianchi di Bruno Cortini con cui debutta nel 1988, Cotti e Mangiati, Provaci ancora prof!, e al cinema: Una vita scellerata di Giacomo Battiato, Il mio miglior nemico di Carlo Verdone, Un bacio di Ivan Cotroneo e Favolacce dei fratelli D’Innocenzo. Diversi sono anche i premi: dal Premio Duse alle Maschere del Teatro, dall’Eti Oscar del Teatro al Premio Anct – Associazione Nazionale dei Critici di Teatro.



ESTRATTI DI RASSEGNA STAMPA

Della Rosa e Bertelà superano la prova con un'energia ribollente, vulcanica e senza smarrirsi mai, senza perdere il filo in quel fiume di parole. C'è molta forza in loro, e una oggettiva intensità in quella sorellanza che, alla fine, è insieme una interrogazione e una mancanza di amore.
Anna Bandettini, La Repubblica

Il testo, in un solco tipicamente francese, rivela un'alta qualità verbale senza mai diventare letterario. È scritto per essere recitato, e le due lo fanno con un'energia fisica spinta all'estremo, unendo la furia a una vaga stilizzazione, producendo delle accelerazioni vocali dai ritmi quasi insostenibili.
Renato Palazzi, Il Sole 24 Ore

La loro storia, che pure emerge, non è il motivo principale di Pascal, il quale, facendo iniziare le due splendide interpreti Sara Bertelà e Anna Della Rosa su toni esasperati e poi non rallentando mai la tensione, mostra come ci si possa lasciar accecare da rancori inconfessati, fino a stravolgere i fondamentali rapporti umani.
Masolino D’Amico, La Stampa

Le strepitose Anna Della Rosa e Sara Bertelà, fenomenali nel dare corpo e pasta, dolore e sofferenza alle parole di Rambert, non tolgono mai il piede dall’acceleratore. Un Far West senza vincitori che lascerà due corpi a terra, svuotati, prosciugati senza più linfa.
Tommaso Chimenti, Recensito