teatrosannazaro

Parenti serpenti con Lello Arena

in scena

dal 12 Novembre '21
al 14 Novembre '21
di
Carmine Amoroso

con
Lello Arena
Giorgia Trasselli

e con
Raffaele Ausiello
Marika De Chiara
Andrea de Goyzueta
Carla Ferraro
Luciano Giugliano
Annarita Vitolo

regia
Luciano Melchionna

assistente alla regia
Sara Esposito

ideazione scenica
Luciano Melchionna

scene
Roberto Crea

costumi
Milla

musiche
Stag

disegno luci
Salvatore Palladino

durata
120 min.

una produzione
Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

in collaborazione con
Bon Voyage Produzioni

e con
il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016

Una famiglia che si ritrova ancora una volta per trascorrere insieme il Natale. Un incontro fatto di ironia disperata, malinconie e lontananze. Una commedia in bilico tra irresistibile divertimento e crudeli cupezze di parenti che si trasformano in crudelissimi nemici.

Lello Arena diretto da Luciano Melchionna è il protagonista della divertente e amara commedia di Carmine Amoroso, conosciuta dal grande pubblico grazie al film “cult” di Mario Monicelli del 1992. Tutto ha inizio con un Natale a casa degli anziani genitori che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli ormai lontani. E se quest’anno gli amati genitori volessero chiedere qualcosa ai loro figli? Se volessero finalmente essere “accuditi”, chi si farà carico della loro richiesta?

Luciano Melchionna, il visionario creatore di Dignità Autonome di Prostituzione, costruisce uno spaccato di vita intimo e familiare di grande attualità, con un crescendo di situazioni esilaranti e spietate che riescono a far ridere e allo stesso tempo a far riflettere con profonda emozione e commozione.

Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno da tanti anni. Un Natale pieno di ricordi e di regali da scambiare, in questo rito stanco che resta l’unico appiglio possibile per tentare di ravvivare i legami famigliari, come il fuoco del braciere che i genitori anziani usano, ancora oggi, per scaldare la casa: un braciere pericoloso ma rassicurante come tutte le abitudini e le tradizioni. Un Natale a casa dei genitori anziani che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli cresciuti, andati a lavorare in altre città. Uno sbarco di figli e parenti affettuosi e premurosi che si riuniscono, ancora una volta, per cercare di spurgare le nevrosi e le stanche dinamiche di coppia di cui sono ormai intrisi, in un crescendo di situazioni esilaranti e stridenti in cui tutti noi possiamo riconoscerci.

Immaginare Lello Arena, con la sua carica comica e umana, nei panni di papà Saverio mi ha fatto immediatamente sorridere, tanto da ipotizzare il suo sguardo come quello di un bambino intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano nei giorni di santissima festività. È un genitore davvero in demenza senile o è un uomo che non vuole vedere più la realtà e si diverte a trasformarla e a provocare tutti?

Andando via di casa, diventando adulti, ogni figlio ha dovuto fare i conti con la realtà, ha dovuto accettare i fallimenti e ha imparato a difendere il proprio orticello mal coltivato, spesso per incuria o incapacità, ma in quelle pause fatte di neve e palline colorate ognuno di loro si impegna a mostrarsi spensierato, affettuoso e risolto. All’improvviso però, i genitori, fino ad allora punti di riferimento, esprimono l’esigenza di essere accuditi come hanno fatto anni prima con loro: uno dei figli dovrà ospitarli e prendersi cura della loro vecchiaia… a chi toccherà?

All’improvviso, dunque, un terremoto segna una crepa nell’immobilità rassegnata di un andamento ormai sempre uguale e in via di spegnimento, una crepa dalla quale un gas mefitico si espanderà e inquinerà l’aria. Sarà la soluzione più spicciola e più crudele a prendere il sopravvento. Verità? Paradosso? Spesso, come si è soliti dire, la realtà supera la fantasia. E questo mi ha spronato ad affrontare un testo che ha la peculiarità rara di fotografare uno spaccato di vita famigliare sempre assolutamente attuale, purtroppo. Si può far ridere nel raccontarlo e sorridere nell’assistere alle spumeggianti gag ma, allo stesso tempo, non ci si può riflettere sopra senza una profonda amarezza. Viviamo in un’epoca in cui i valori, primo fra tutti il rispetto, stanno pian piano sparendo e l’egoismo sta prendendo decisamente il sopravvento sulla carità umana e sulla semplice, fondamentale, empatia. Prima o poi saremo tutti dei vecchi bambini bisognosi di cure, perché trasformarci in soprammobili polverosi, inutili e ingombranti?

In quest’epoca in cui tutto e il contrario di tutto sono la stessa cosa ormai, con questa commedia passeremo dalle risate a crepapelle per il tratteggio grottesco e a tratti surreale dei personaggi al più turpe cambiamento di quegli esseri che – chi di noi non ne ha conosciuto almeno uno? – da umani si trasformeranno negli animali più pericolosi e subdoli: i serpenti.

Luciano Melchionna


Estratti dalla rassegna stampa

Lello Arena dà luogo a una delle migliori prove d’attore divertente e commovente insieme – che non sarà facile dimenticare. Uno spettacolo con una coerenza fra i suoi elementi costitutivi quale assai raramente possiamo riscontrare.

Enrico Fiore, Controscena

Sembra di assistere a due spettacoli: una divertente farsa nella prima parte e un dramma grottesco nella seconda, e proprio questa particolarità dello spettacolo unita alla bravura degli attori attribuiscono veridicità al cambiamento dei figli nelle due parti.

Albaroso Camaldo, Hystrio

Uno straordinario Lello Arena nella parte che fu di Paolo Panelli, circondato da eccellenti attori e per la regia illuminata e partecipe di Luciano Melchionna.

Rita Francios, La Sesia

Una regia vibrante e colorita, quella di Melchionna, che ha saputo fare spazio, nella commedia, ai momenti maggiormente introspettivi che in fondo costituiscono il nocciolo dell’intera storia. Un viaggio nell’animo umano dissimulato in una commedia dai toni scherzosi e dai tratti umoristici, che però sa ben fare riflettere, specie in questa versione – grazie alla sapiente regia e a un insostituibile Lello Arena – e che lascia gli spettatori entusiasticamente divertiti, ma non senza un’ombra di malinconia ad oscurarne il volto.

Massimiliano Maccaus, Facciunsalto.it

Lello Arena e Giorgia Trasselli si scoprono una coppia che funziona, dimostrandosi ancora una volta capaci e padroni del loro mestiere.

Francesco Pace, Corriere dello Spettacolo

Una vera e propria macchina da guerra senza punti deboli, uno spettacolo pregno di poesia in cui si ride, ci si emoziona e si riflette grazie a quell’amarezza che solo la commedia all’italiana sa regalare. Una pièce da non perdere.

Lorenzo Ceccarelli, Valmisa.com