teatrosannazaro

Non c’è niente da ridere di e con Peppe Barra

in scena

dal 05 Novembre '21
al 07 Novembre '21
di
Peppe Barra
Lamberto Lambertini

regia
Lamberto Lambertini

con
Peppe Barra
Lalla Esposito

aiuto regia
Francesco Esposito

scene
Carlo De Marino

scenotecnica
In Scena Meglio

costumi
Annalisa Giacci

assistente al costume
Rosa Perillo

realizzazione costumi
Zambrano

musiche
Giorgio Mellone

pianoforte
Antonio Ottaviano

violino e mandolino
Agostino Oliviero

clarinetto
Giuseppe Di Colandrea

fonico
Ugo Prato

disegno luci
Francesco Adinolfi

macchinista
Salvatore Bellocchio

organizzazione
Chiara Guercia

service
Emmedue

grafica
Eurograf

una produzione
Tradizione e Turismo - Centro di Produzione Teatrale – AG Spettacoli
Note
Peppe Barra e Lamberto Lambertini di nuovo insieme dopo venticinque anni, intendono, pur in questi giorni così chiusi e difficili, invitare la gente a tornare a teatro, per uno spettacolo di buon augurio per un inizio di futura normalità, realizzando un nuovo spettacolo che, con lo spirito di sempre, coniughi la risata con la commozione, la leggerezza con la cultura, la raffinatezza con la volgarità.

Uno spettacolo vario fatto con le cose che amiamo di più. Questa è stata, da sempre, la visione della nostra Compagnia fondata insieme con Concetta Barra, e questa resterà, per sempre. Perché il pubblico, oltre a volersi divertire, desidera anche di essere trascinato fuori dalla realtà, perché il teatro, si sa, è più bello della vita vera e, anche se si trovasse davanti a una tragedia, la morte sarebbe per finta.

NON C’È NIENTE DA RIDERE sembra dire l’Attore al pubblico che si sbellica mentre lui crede di recitare una cosa seria. Qui sta la chiave di questo spettacolo, dove anche la scenografia raffigura un teatro dal punto di vista degli attori, uno spettacolo al contrario, con le file dei palchi sul fondo e con le luci della ribalta puntate verso la sala. In questo luogo irreale si avvicendano un Attore e un’Attrice (Peppe Barra e Lalla Esposito), con duetti, monologhi, canzonette e assurde parodie del teatro classico, mentre semplici oggetti di scena o consunti fondalini delineano le diverse situazioni drammatiche. I due protagonisti non nascondono il loro contrasto, la loro rivalità, in modo sottile, ma anche in modo triviale. Ma poi arriva un inatteso finale pulcinellesco, infantile e pauroso: l’Attore veste il costume settecentesco del Pulcinella/Donna, mentre l’Attrice quello da Pulcinella/Uomo. Lei, nel rivedere il suo fidanzato che l’aveva crudelmente abbandonata, senza preavviso, molti anni prima, lo aggredisce, addolorata e infuriata, ma Pulcinella le giura d’esser morto, per strada, senza poterla avvisare. Ma ora che ha, finalmente, ottenuto, da San Pietro, il permesso di scendere sulla terra, vuole riprendersi la sua Colombina, per amarsi, per sempre. Piano piano, sull’onda della nostalgia di un’epoca che non c’è più, si addormentano abbracciati. Uno spettacolo folle e divertente, in volo, che la maschera di Pulcinella rimette con piedi sul palco.