teatrosannazaro

Play MACBETH

in scena

dal 18 Marzo '19
spettacolo concluso

da
Shakespeare

regia
Lorenzo Frediani

con
Alessandro Bay Rossi, Ivan Castiglione, Ludovico Fededegni, Carlo
Amleto Giammusso, Tano Mongelli, Edoardo Sorgente e Petra Valentini

drammaturgia
Lorenzo Frediani
Gabriele Gerets Albanese

“Forse l’emozione del tempo è precisamente ciò che per noi è il tempo. Capire noi stessi significa riflettere sul tempo, ma capire il tempo significa riflettere su noi stessi.
Carlo Rovelli, “L’ordine del tempo”.



Il secolo scorso è stato segnato da innumerevoli scoperte in campo
scientifico riguardo a ciò che il tempo è e a come noi lo percepiamo. Non
abbiamo molte certezze rispetto a questi temi, ma è ormai evidente che per
capire davvero come funziona la nostra mente è necessario comprendere fino
in fondo il nostro modo di *percepire il tempo*.


Macbeth apre domande sul rapporto profondo che ognuno di noi ha con una
profezia, con il futuro e con il tempo.

Come la proiezione di noi stessi nel futuro modifica noi stessi nel
presente? Come, per raggiungerla (o scappare da essa), modifichiamo gli
atti che si frappongono tra noi ed essa? Quali compromessi morali siamo
disposti ad accettare pur di raggiungere quella proiezione futura?


Il nostro percorso di ricerca si concentra su come tutto questo può essere
indagato drammaturgicamente e rappresentato visivamente sulla scena
attraverso l’opera di Shakespeare.

In che spazio ci trasporta un’apparizione profetica? In che tempo? Il
presente, il futuro, o entrambi, contemporaneamente?

Per fare questo è stata messa in atto una riscrittura totale della
struttura shakespeariana. Il tempo di *Play Macbeth* non è lineare, le
streghe intervengono come una sorta di *warmhole, *buchi neri, e Macbeth
vede o immagina il futuro che piomba lì in scena, in quel momento, davanti
a lui e a noi. Talvolta si presenta come poi effettivamente sarà, talvolta
come il protagonista lo desidera, e se quello sia effettivamente il futuro
si potrà scoprire solo quando quelle scene si rivedranno, da qua deriva il
meccanismo principale di suspense del testo.

E se Macbeth fosse una sorta di capolavoro fantascientifico che racchiude
in sé Einsten, Nolan, e Philip Dick, che Shakespeare ha scritto più di
quattrocento anni fa?