teatrosannazaro
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Le Ombre di Ade scritto da Luigi Adimari

in scena

dal 01 Marzo '22
scritto da
Luigi Adimari

regia
Antonio Campaiola e Luigi Adimari

con
Luigi Adimari
Antonio Campaiola
Giuliana Martinelli
Ginevra Saviano
Giada Buono
Gennaro Calvanese
Antonio Marino

In un incontro tra il teatro di narrazione e la danza, si muove “Le ombre di Ade”, ispirato ad una parte della mitologia greca.

Il testo si interroga sui punti di vista di chi nei grandi classici ha avuto poco spazio, di chi spesso è stato dato per scontato. Attraverso i racconti di Ade, signore tra gli invisibili, e le sue ombre, marionette senza volto a servizio della divinità, si fa un’ analisi moderna sulle distanze assolute e le connessioni, quelle intime e umane; si prova a far muovere i fili all’antagonista (per natura), in una scena che accade nello stesso momento in cui quest’ultimo la evoca, in un esplorazione di parole e danza, voce e corpo: i danzatori, protagonisti della narrazione, sono corpi al servizio di Ade, speranzosi di poter cambiare le loro sorti, ma inconsci di non aver alcuna parola nel gioco del destino. Prenderanno vita, in una contestualizzazione quotidiana, le connessioni tra Orfeo ed Euridice, i pensieri di Galatea piuttosto che le brame di Pigmalione, fantocci di un destino immutabile, ma non per questo già trascritto. Di volta in volta, racconto dopo racconto, il nostro Ade proverà a spiegare quanto le scelte personali (impreviste o scontate, decisive o totalmente inutili) sono realmente influenti nei cambiamenti del nostro destino e quanto non sia invece tutto manovrato da un sapiente caos, in mano al quale “tutto” e “niente” possono diventare la stessa cosa.

Luigi Adimari (Attore e Regista) e Antonio Campaiola (Coreografo e Danzatore) conducono uno studio sui punti d’intersezione tra la prosa e la danza, facendo muovere le linee del racconto con quelle dei corpi, privati di una qualunque espressione scenica se non quella del movimento. Un concertato di arti dove la parola muove e il corpo modella la realtà. Lo studio, in ambe due le discipline, non cerca una coesistenza, quanto più un rapporto di causa effetto, di creazione frutto di uno stimolo.