teatrosannazaro

Je suis Kiki di Igor Esposito

in scena

dal 08 Aprile '22
al 10 Aprile '22
di
Igor Esposito

diretto e interpretato da
Cristina Donadio

con
Marco Zurzulo Ensamble

una produzione
Tradizione e Turismo - Centro di Produzione Teatrale

A volte i personaggi non sono archetipi, ma portano con sé storie scritte talmente bene che sono quelle a plasmarti. Ci sono tanti sentieri nella recitazione, guai a battere sempre le stesse strade altrimenti diventa un metodo, mentre l’attore è materia che si modella in base a quello che deve interpretare.

Con Kiki parto dagli anni ’40, racconto una donna schiava dell’immagine come erano Marylin Monroe e Mia Martini del mio spettacolo del 2014: una figura persa, drogata di cocaina e di assenzio, incapace di fare i conti con chi era vent’anni prima, con l’immagine fotografata da Man Ray o dipinta da Modigliani.

Anche qui, come in altri monologhi femminili, mi consento di poter cantare: non sono una cantante, ma uso voce teatrale stracciata e profonda che racconta emozioni. Cristina Donadio.

Estratti dalla rassegna stampa

«Sono sempre stata interessata alle storie di donne [...] e in particolare ho sempre amato Kiki e quel suo modo spregiudicato di essere modella, perché in fondo anche a me sarebbe piaciuto posare per gli artisti attivi a Parigi negli anni ’20 e ’30». Da qui l’idea di dedicare uno spettacolo ad Alice Prin, questo il vero nome di Kiki, seguendo il filo delle musiche dal vivo di Marco Zurzolo e del suo quartetto, da “Indifferentemente” alla canzone di “India song” fino ad “Alabama song” di Brecht e Weill. Kiki di Montparnasse, seducente e anticonformista ai limiti della leggenda, fu protagonista dell’ambiente artistico parigino degli anni ’20 e posò fra gli altri per Soutine, Picabia, Gwozdecki e Calder. Per sei anni fu poi amante e musa dell’americano Man Ray, una delle anime più originali del movimento dadaista, che la immortalò in dipinti e fotografie, spesso oggetto di scandalo. In particolare per quella foto di Ray che l’ha resa immortale e che la ritrae di schiena alla maniera di Ingres ma come se fosse un contrabbasso.

Stefano de Stefano, Corriere del Mezzogiorno