teatrosannazaro

Il motore di Roselena

drammaturgia
Antonio Pascale

un’idea di
Gea Martire

con
Gea Martire

regia
Nadia Baldi

costumi
Carlo Poggioli

spazio scenico
Rossana Giugliano

progetto luci
Nadia Baldi
Storia in forma monologata dell’emancipazione di Roselena, nata e cresciuta dietro al Vesuvio. Il tono è  tragicomico, come lei. Roselena è infiammata da una grande passione per le macchine. Una donna! C’è chi si  sogna in abito da sposa, chi in tailleur manageriale, lei in tuta da pilota. L’importante nella vita è avere un  motore e lei ce l’ha in testa come un chiodo fisso. Fin da piccola. Con molta meraviglia la madre si rende  conto che il rumore dei motori delle macchine l’acquieta come nessuna ninna nanna e la mette di buon  umore. Crescendo, il suo linguaggio dialettale, spesso sgrammaticato, colorito e poco forbito, diventa  adeguato, calzante, perfetto se si ritrova a parlare di motori, carburatori, testate, pistoni, aerodinamicità. Le  reazioni di chi la conosce passano dallo stupore alla perplessità allo scherno. Perché le persone intorno a lei  sono fossi pieni d’acqua dentro i quali il suo motore si affoga. La bloccano, la mandano in avarìa. Ma Roselena  sa aggiustare i motori scassati e truccarli a dovere, e ogni volta mette insieme i pezzi e riparte. Riuscirà ad  arrivare alla meta e battere ogni record? O prenderà altre direzioni, condotta da quella macchina che tutti  chiamano destino e che procede ignorando i nostri comandi? In ogni caso Roselena avrà vinto perché ha  sfidato, combattuto e, di sicuro, non si è annoiata.