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Il maestro di cappella dei mendicanti di Mariano Bauduin

regia, testo e drammaturgia musicale
Mariano Bauduin

Mariano Bauduin porta in scena una graffiante considerazione sul degrado culturale del ’700 e dei nostri giorni, una caustica parodia ma anche un viaggio musicale attraverso generi diversissimi di epoche lontanissime tra loro: dall’opera barocca alla commedia in musica passando per il pop dei Beatles… «Nel 1727 a Londra si scatena una querelle tra i sostenitori del teatro di tradizione inglese e quelli dell’Opera italiana; re Giorgio I promuove una politica culturale tutta a favore dell’Opera italiana di stampo handeliano perché, con i suoi contenuti leggeri, distoglieva la borghesia dai problemi del Regno a differenza del teatro civile, che in quel periodo esprimeva critiche durissime al potere… Quante coincidenze? È davvero la solita musica, come canta Il Maestro di Cappella cimarosiano: “Questo è il passo dei violini … lai lai lai là!” Allora, ho immaginato che nel 1727 dei mendicanti, attori di strada e musicanti, si trovino nelle carceri di Newgate e che uno di loro, un autore arrestato anch’esso per accattonaggio, li coinvolga nella realizzazione di un’Opera del mendicante. L’arrivo in carcere dell’Orchestra Reale, arrestata per uno sciopero di cui non si capiscono le vere motivazioni, genererà una vera e propria “battaglia musicale”. È il pretesto per raccontare il malessere e il disagio del mondo culturale musicale e teatrale, che stiamo vivendo. Alla faccia di chi dice che va tutto benissimo! Eppure, mancano i soldi, ma le idee no, e quelle possono anche costare due penny ma esprimere un rinnovato senso della storia… la nostra cultura costa due penny ma rinnova e riporta alla luce lo Stabat di Pergolesi, la Beggar’s Opera di John Gay, Il Maestro di Cappella di Cimarosa, la produzione di Mozart e via così… Dobbiamo riflettere: è la qualità delle arti del presente che assicura la qualità del patrimonio del futuro. Chiunque crei o partecipi alla realizzazione o al rifacimento di opere d’arte, chiunque ritiene la creazione artistica elemento essenziale della sua vita e contribuisce in tal modo allo sviluppo dell’arte e della cultura, è considerato un “artista indipendente”. Indipendente, da qualsiasi vincolo di lavoro o di governo».

Mariano Bauduin