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Il giovane criminale Genet/Sasà


di e con
Salvatore Striano
Salvatore Striano nel suo monologo ispirato al “Giovane criminale” di Jean Genet si rivolge agli spettatori, li provoca e li sollecita al fine di aprir loro gli occhi su scomode realtà troppo spesso rimosse, tenute a distanza o semplicemente ignorate che ruotano attorno alla figura del giovane criminale.
Sasà attinge alla sua vita passata, trascorsa fuori e dentro la galera. Le sue parole vanno a minare le certezze di un pubblico che può diventare ora ascoltatore compassionevole ora giudice severo. Sarà lui stesso, come Genet, ad indicare la via d’uscita che ha trovato grazie alla capacità salvifica dell’arte, della poesia, della letteratura, delle parole e del teatro.