teatrosannazaro

Il berretto a sonagli

in scena

dal 22 Aprile '22
al 24 Aprile '22
di
Luigi Pirandello

con
Chiara Baffi
Gigi Savoia

regia
Massimiliano Gallo

scene
Luigi Ferrigno

disegno luci
Cesare Accetta

foto di scena
Gianni Biccari

ufficio stampa
Paola D’Amore

una produzione
Città Mediterranee
"È significativo che Luigi Pirandello avesse già trattato il tema dell’adulterio e quello delle sanzioni sociali nei confronti dell’individuo, quasi ne fosse ossessionato. Pochi anni prima di scrivere il “Berretto a Sonagli” (1916), affronta queste tematiche in due novelle : “La verità” e “Certi obblighi” (1912).
Probabilmente il tema a lui caro era proprio quello dell’ipocrisia di una società da cui voleva assolutamente prendere le distanze. Ma se nelle prime due novelle i protagonisti erano degli incolti, rozzi, quasi analfabeti, qui Ciampa è in grado di argomentare le sue ragioni. Ciampa non è il classico perdente pirandelliano, è ben integrato, con una passione per il giornalismo che urta con la grettezza di chi lo circonda.

Per questo decide di approvare la logica delle convenzioni borghesi indossando la maschera di irreprensibile lavoratore, tutto è permesso purché si salvino le apparenze. Il berretto della “vergogna” ha adesso un suo peso specifico. Vergogna, pazzia, il dire comune. In fondo anche Beatrice, la protagonista della vicenda, è vittima di quel mondo. Ciampa e Beatrice uniti nell’essere vittime e divisi nel modo di affrontare il tradimento. Vittime della “corda civile”. Una comunità spietata quindi e al tempo stesso insignificante per Pirandello. In un percorso che precede di anni l’imbarazzo di una società che giustificherà per altri cinquant’anni circa il “delitto d’onore”.
Quando metti in scena un testo l’unica cosa che puoi fare è rispettare il “volere” dell’autore, puoi cercare di reinventarlo, modellarlo, aggiornarlo, ma sempre tenendo ben presente le volontà di chi lo ha scritto. Cercherò di affrontare questo straordinario testo in questo modo. La storia si svolgerà in un paese del vesuviano, a metà degli anni cinquanta. Terrò il fuoco sulle tematiche tanto care all’autore, per il resto mi affiderò ciecamente alla bellezza favolosa del testo.

Una commedia il cui meccanismo perfetto ti porta a parteggiare apertamente per il protagonista, in un quadro quasi sprezzante di quella borghesia così sapientemente rappresentata dall’autore. Dirigerò Gigi Savoia, un attore straordinario che ha l’esperienza e la forza comunicativa per affrontare un personaggio così ingombrante. Un esame che affronteremo insieme, in un percorso scenico in cui la parola avrà la sua centralità. Saranno le parole, le argomentazioni del Ciampa a restituire dignità ad una storia oramai inquinata. Uno spettacolo pregno di emozioni e sentimenti, pieno di quel sangue non espresso dalla “corda pazza”. È questa una delle missioni del Teatro, raccontarsi, mettere in scena i personaggi, in un luogo di confronto. Mettersi a nudo, come davanti ad uno specchio. Ma a Teatro lo specchio sarete voi…"

Massimiliano Gallo