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I papà nascono negli armadi con Benedetto Casillo

in scena

dal 10 Aprile '20

di Scarnicci, Tarabusi e Taranto

adattamento e regia
Bendetto Casillo

con
Benedetto Casillo

scene
Max Comune

costumi
Isa Di Lena

produzione
Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale

Il protagonista della nostra commedia è Ferdinando Cafiero, fuochista di contrabbando, richiestissimo per tutte le feste patronali e specialmente per l’antica Piedigrotta. Ahilui, è anche figlio di N.N., di genitori sconosciuti. E questo è il suo vero problema. Sua figlia Rita, infatti, è fidanzata con un giovane farmacista, figlio di una marchesa vedova e classista. Questa si oppone con tutte le sue forze all’amore tra i due giovani. Il nostro Ferdinando decide, dunque, di adottare a pagamento un padre, purché di nobilissime origini...

Un tempo si diceva che i bambini nascessero sotto i cavoli. E i papà? “I papà nascono negli armadi”, intitolarono una loro commedia Scarnicci e Tarabusi autori, tra l’altro, di fortunati spettacoli di varietà scritti per Tognazzi, Vianello, Dapporto, Macario. Anche la più celebre “Caviale e lenticchie” porta la firma del famoso duo. “I papà nascono negli armadi” fu rappresentata per la prima volta a Milano al Teatro Olimpia nel 1959. Ebbe un successo straordinario e, come era frequente all’epoca, ispirò anche un film nel 1965. La commedia ben presto diventò un vero e proprio cavallo di battaglia del grande Nino Taranto. Adesso la riporta in scena Benedetto Casillo che l’ha riadattata, sempre nel massimo rispetto dello spirito originale, ambientandola a Napoli agli inizi degli anni ’60. I dialoghi risultano più snelli, i ritmi più serrati. Non mancano guizzi di fantasia e gusto personale. Nel corso dello spettacolo Casillo ripropone atmosfere di una Napoli che, uscita da poco dalla tragedia della guerra, ha voglia di vivere, di gioia e di serenità. Sono gli anni del Festival della canzone, della Piedigrotta, dei carri allegorici ed anche dei fuochi pirotecnici.

“I papà nascono negli armadi”, una commedia brillante, per ridere in maniera semplice, genuina, a volte un po’ ingenua ma mai banale, mai volgare, senza effetti speciali. Un lavoro artigianale ed elegante.