teatrosannazaro

Aldiqualdilà tre maschere dell’aldiqua nell’aldilà dantesco

in scena

dal 02 Novembre '21
al 03 Novembre '21
da un’idea di
Dario Menee, Ettore Nigro

testo di
Giovanni Del Prete, Ettore Nigro

con
Anna Bocchino, Gaetano Franzese, Ettore Nigro e Antonio Vitale

scene e dipinti
Ciro Palumbo realizzazione scene Filippo Stasi, Francesco Bellella

costumi
Anna Zuccarini

maschere
Renzo Sindoca
Alberto Ferrara


musiche originali
Tommy Grieco

videomapping
Alessandro Papa

supervisione commedia dell’arte
Arduino Speranza

regia
Giovanni Del Prete
Sinossi
Tre maschere, tre persone, Arlecchino, Capitano e Pulcinella, intraprendono il viaggio nell’aldilà alla ricerca di un santo in paradiso, che gli dia un posto nell’aldiqua. Si ritroveranno a seguire le orme di Dante Alighieri, attraverseranno l’inferno e il purgatorio, giungendo infine in un paradiso vuoto, al cospetto della luce di Dio.

Note di regia
Lo spettacolo Aldiqualdilà accosta il linguaggio della Commedia dell’Arte, convenzionale e teatrale, a quello della Divina Commedia, lingua-musica esoterica e di trasformazione. Le maschere di Pulcinella Arlecchino e Capitano, sono intese qui come persone possedute, e non attori consapevoli; traducono tutto in qualcosa di concreto e tangibile, secondo la loro psiché. La loro ricerca di un posto equivale senza dubbio ad una collocazione lavorativa, ma anche personale e misterica; i nostri buffi eroi risultano anacronistici, decontestualizzati, fuori posto, e immaginano che solo un “santo in paradiso” potrà, con un miracolo/raccomandazione, collocarli nuovamente. I tre si muovono nelle stesse atmosfere del viaggio dantesco, archetipo facilmente riconoscibile, e immediatamente teatralizzabile. L’inferno, il purgatorio e il paradiso che visitano sono dei mondi mentali in cui si perdono e si ritrovano ogni volta girando su se stessi. Il viaggio terminerà in una catarsi finale sospesa: cercano un posto e trovano qualcosa di più profondo. Il discorso sull’uomo si compie, come si compie anche il discorso sul piano attoriale, guidati dalla donna, l’Attrice l’unica che vive in modo sano l’identità attoriale. L’attrice diventa il principio germinativo di vita e di morte, riesce con serenità ad entrare e ad uscire senza aver paura di rinascere/morire o perdere il ruolo e il posto. La donna, in questo modo diventa l’Arte stessa, l’unica che riconosce e indica la vera strada, quella senza veli e senza maschere.

Descrizione progetto
Il progetto Aldiqualdilà nasce dalla commistione tra la Divina Commedia di Dante Alighieri e la Commedia dell’arte, e dall’intuizione, e intenzione genuina, di affrontare l’opera dantesca utilizzando le maschere di Arlecchino, Pulcinella e Capitano. Due stili antitetici che hanno in comune la commedia, bisogna infatti ricordare che l’aggettivo divina - attribuito all’opera di Dante per il contenuto religioso e il livello della poesia - fu utilizzato solo in un secondo momento (fu Boccaccio a usarlo per primo nel commento ai primi diciasette canti dell’Inferno). Se l’opera di Dante è dottrinale e didattica, la commedia dell’arte è invece profana e le maschere non credono in Dio, tra l’altro le maschere, immortali e zoomorfiche (arlecchino – gatto, pulcinella – gallina/pulcino, capitano – gallo) fungono proprio da tramite tra l’aldiqua e l’aldilà. L’intenzione è quella di celebrare il Sommo Poeta, nel settecentesimo anniversario dantesco, attingendo però al codice giocoso, brillante e divertente della Commedia dell’Arte. Dunque, se la Divina Commedia è il viaggio nell’aldilà, la Commedia dell’arte si muove nell’aldiqua; il tentativo del progetto, quindi, è quello di sconfinare e far sì che un regno incontri l’altro regno e i rispettivi abitanti, rispondendo a un’ipotetica domanda che sta alla base del progetto: “Cosa succede se Arlecchino, Pulcinella e Capitano lasciano l’aldiqua terreno dove, nonostante la frustrazione, si muovono a loro agio, e si incamminano verso un’utopico paradiso dovendo però passare prima per l’Inferno e il Purgatorio? E ripercorrendo, pur inconsapevolmente, l’altissimo viaggio simbolico del Sommo Poeta?”.

L’idea del progetto è degli attori Dario Menee, Ettore Nigro, attori professionisti e compagni di accademia diplomatisi nel 2006 all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma, che condividono la capacità e la propensione al linguaggio espressivo tipico della maschera. Al cast si aggiungono, gli attori, Anna Bocchino e Antonio Vitale. Giovanni Del Prete, con la sua pluriennale esperienza nei Teatri Nazionali di Napoli e Torino, ne cura la regia e insieme ad Ettore Nigro il testo. L’attore/trainer Arduino Speranza che si occuperà della supervisione artistica alla Commedia dell’arte. Il progetto, che vuole mantenere i dettami della Commedia dell’Arte (scenari, lazzi, improvvisazione, codificazione delle maschere) ma accostandolo alle tipologie di linguaggio più moderne, si avvale di due artisti visivi, un pittore dai tratti smaccatamente surreali (Ciro Palumbo) e un videomapper (Alessandro Papa). I due artisti lavoreranno in sinergia di modo da ibridare i due linguaggi, uno più classico (pittura-scultura) e uno multimediale (il videomapping). I costumi sono a firma di Anna Zuccarini. La tecnica del videomapping consente, oltre ad avere un allestimento agile e adattabile a qualsiasi spazio con minori costi di trasporto, di mantenere la tradizionale e tipica struttura “a scenari” e il travestimento dei commedianti.