DALLA CENERE
Note sulla stagione teatrale 2026-2027

C’era una volta un teatro dalla storia nobile e antica, che ha avuto molte vite.
Questo teatro è stato, per ben tre generazioni, la casa artistica della mia famiglia. Qui si sono consacrate le carriere di quelli che oggi sono gli artisti più emblematici della grande scena napoletana.
In questo teatro ho imparato a muovere i primi passi, da donna e da artista. Ed è per questo teatro che, con mio marito Salvatore Vanorio, ho immaginato un futuro possibile anche dopo la scomparsa di colei che per tanti anni ne ha rappresentato l’anima: mia nonna, Luisa Conte.
Alterne vicende, alterne fortune. Vite felici, gioiose e dolorose. Successi, insuccessi… vita!
Il 17 febbraio del 2026 tutto questo è finito. Improvvisamente, inspiegabilmente, lasciandoci nel dolore più profondo. Nell’assenza di un luogo del cuore, di un luogo dell’anima, di un simbolo della città di Napoli. Un emblema della tanto bistrattata tradizione popolare partenopea che, però, ha dimostrato di essere prepotentemente presente proprio nell’assenza.
È surreale pensare di sopravvivere a un luogo tanto amato. Ho sempre pensato che avrebbero portato il mio feretro a salutare il luogo dove ho speso anni della mia vita. Mai, e poi mai, avrei immaginato di essere io ad assistere alla distruzione di quel luogo che per me è stato culla, motivo di ispirazione, motivo di vita.
Ma ogni teatro ha un’anima, e la sua anima sono gli artisti. I tanti artisti che lo popolano e che scrivono, sera dopo sera, pagine indelebili e, allo stesso tempo, immateriali, come quelle della meravigliosa rappresentazione dello spettacolo dal vivo.
Oggi il Sannazaro è ferito a morte e va ricostruito. Ma una cosa è ancora viva: la sua anima. Ed è nel suo nome che andremo avanti, custodi di una storia, guidati dalla passione, su due nuovi palcoscenici: il Teatro Mediterraneo, gloriosa ribalta tra le più grandi della città, alla Mostra d’Oltremare; e il TINy Sannazaro, luogo magico, pieno di fascino, immerso nelle viscere della Napoli più profonda, popolare, verace, storica, vivace, che per una tragica fatalità meritava una seconda vita.
Abbiamo immaginato nuove storie da raccontarvi: 33 spettacoli, un numero maestoso di artisti diversi, formazioni e generazioni che si sono mosse per dare voce e cuore a un percorso glorioso che nessun fuoco potrà mai distruggere.

Lara Sansone

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Lunedì – Sabato dalle 10.00 alle 20.00

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