Comporre visioni è un atto creativo. Un gesto che raccoglie, connette, trasforma. È l’azione di chi guarda il presente con gli occhi aperti al passato e al futuro, accostando linguaggi, stili, epoche, emozioni. È ciò che il Teatro Sannazaro sceglie come orizzonte e missione per la sua stagione 2025/2026: un laboratorio di immaginazione, dove la scena diventa luogo vivo di progettualità, confronto e metamorfosi.
Il verbo comporre richiama la costruzione consapevole di un’opera complessa, fatta di elementi diversi che trovano armonia nella pluralità. Significa dare forma a qualcosa che non esiste ancora, ma che può nascere dall’incontro: tra artisti e pubblico, tra tradizione e contemporaneo, tra parola e corpo, tra memoria e visione.
Visioni, al plurale, apre invece a una dimensione di possibilità. Non una sola interpretazione del reale, ma tante. Il teatro diventa così spazio di immaginazione condivisa, dove ogni spettatore è invitato a cercare il proprio punto di vista, a comporre la propria visione. In questo gioco di rifrazioni, il Sannazaro si propone come una casa aperta al nuovo, senza perdere il legame profondo con l’identità che lo ha reso un riferimento culturale nel tempo.
La stagione 25/26 sarà un percorso fatto di attraversamenti: drammaturgie classiche che dialogano con la contemporaneità, nuove scritture sceniche, sguardi inediti sulla realtà. Una composizione che intreccia le voci di chi sale sul palco con le attese di chi lo abita come spettatore. Un mosaico di esperienze pensato per chi crede che il teatro sia ancora, oggi, uno spazio necessario per immaginare il mondo.
Lara Sansone



