teatrosannazaro

Dall'altra parte

Dall'altra parte
Lo spettacolo è una produzione di Tradizione e Turismo in collaborazione con Putèca Celidionia 
 
Semifinalista In Box in forma di Studio ed in programmazione al Piccolo di Milano per il festival Tramedautore a settembre 2021.

L’idea del progetto “Dall’altra parte | 2+2=?” nasce nel 2017.
Il lavoro partecipa al Premio Scenario 2019, dove arriva in semifinale. È vincitore del Premio
Giovani Realtà del Teatro 2019 a Udine in una forma di venti minuti.
Nel gennaio 2020 è in residenza nella sezione Cantieri Sartoria del Teatro Sannazaro di Napoli
diretta da Francesco Saponaro dove viene presentato il lavoro totale in forma di studio.
Debutta ufficialmente al Napoli Teatro Festival Italia 2020.

Tre gemelli eterozigoti si incontrano nell’utero materno. Sono appena stati concepiti e realizzano di
essere tre geni, consapevoli che con il passare del tempo e l’avvicinarsi della nascita perderanno
gradualmente neuroni fino a raggiungere la totale incoscienza natale. Nascono sfide e competzioni
interrotte da misteriose scosse esterne che scandiscono il passaggio del tempo. Ad ogni scossa
qualcosa cambia: la loro postura, le loro capacità intellettive. Le informazioni vanno scemando. Il
gioco diventa sempre più infantile, il loro linguaggio meno forbito. Ma alla quarta scossa qualcosa
non va come le volte precedenti.

NOTE DI REGIA

Uno studio di Marian Diamond, neuroscienziata e professoressa della University of California,
dimostra che: il 50/75% dei neuroni viene perso durante lo sviluppo pre-natale e si continuano a
perdere neuroni lungo tutto l’arco della vita.
Partendo da questo studio scientifico, “Dall’altra parte | 2+2=?” immagina che l’atto del concepimento
sia il culmine della nostra genialità. Il lavoro, dunque, si basa su un’idea di regressione del linguaggio,
dei corpi e delle coscienze.
L’attesa, talvolta snervante, è il motore della dinamica. Che vuol dire essere costretti a condividere uno
spazio così ridotto con due sconosciuti che, solo poi, identificheremo come fratelli?
Una corda di canapa di circa dieci metri tiene uniti tre gemelli nel grembo materno in modo
indissolubile: è il cordone ombelicale. Da questo legame fisico e metaforico è iniziato il processo di
ricerca, sperimentando la sensazione di questo impedimento, in tutte le sue sfaccettature. Una
drammaturgia della corda.
Poi si è sviluppata la relazione con lo spazio circostante. Gli organi-tubi, i condotti uterini, il loro suono,
la loro materia. L’involuzione fisica e cognitiva dovuta alla perdita dei neuroni è evidenziata
dal progressivo denudarsi dei tre feti che si privano gradualmente di un elemento di costume.
Ogni tassello e ogni fase evolutiva, nello scambio e nel confronto continuo con ogni maestranza, sono
state determinanti in tutto il processo.
A seguito delle norme anti Covid-19 per gli spettacoli teatrali gli attori devono rispettare la distanza
fisica in scena. Abbiamo fatto di questa difficoltà un’opportunità di miglioramento e crescita creativa,
mossi da una riflessione: come ci si può trovare in uno spazio così piccolo e non potersi toccare?
C’è una corda, e con quella, abbiamo capito che si può fare di tutto.



Titolo Dall'altra parte
Sottotitolo 2+2=?
Drammaturgia e regia Emanuele D’Errico
Con Emanuele D'Errico, Dario Rea, Francesco Roccasecca
Voce Clara Bocchino
Regista assistente Marialuisa Diletta Bosso
Costumi Giuseppe Avallone
Scene Rosita Vallefuoco
Sound design e musiche originali Tommy Grieco
Disegno Luci Giuseppe Di Lorenzo
Maschere a cura di LucaArcamone
Produzione Tradizione e Turismo - Centro di produzione teatrale in collaborazione con Putéca Celidònia
Foto di scena Anna Abet

Spettacolo vincitore del Premio Giovani Realtà del Teatro 2019