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Cantiere Residenze - Contractions

Cantiere Residenze -  Contractions

La Sartoria, il laboratorio creativo in continuo fermento, vede nascere nel suo grembo un'altro entusiasmante progetto teatrale.
Nella suggestiva location del Teatro Sannazaro, infatti, Valentina Acca e Federica Sandrini lavorano su Contractions, testo asciutto e crudo dell’affermato drammaturgo inglese Mike Bartlett, laboratorio curato da Francesco Saponaro.

Un testo dal linguaggio tagliente che parla di come possiamo diventare o di come siamo già, che da un iniziale realismo ci porta nel paradosso e nel grottesco e che mostra l’invadenza di una società che ha perso qualsiasi umanità. Il testo diventa così anche un monito su come siano in pericolo e su come vadano protetti i nostri spazi di libertà, intimità, umanità e amore.

"...Sentimentale: qualunque gesto, indicazione,  comunicazione, verbale o di altro genere, aspetto, messaggio, intesa o incontro organizzato o evento che venga perpetrato con intenzione di far progredire la relazione in direzione dell’amore.”

Siamo Donne. Siamo Attrici. Siamo precarie. 

La precarietà è la nostra condizione esistenziale; un meccanismo che costringe non solo noi, ma tutte le persone ad adattarsi. 

Oggi, prestazione e competizione sfrenata sembrano essere i criteri fondamentali di giudizio sulle persone, criteri che connotano la condizione esistenziale di settori sempre più ampi della società nei quali spesso si determinano processi di individualizzazione, assenza di qualsiasi privacy, efficienza a tutti i costi, patologie, suicidi e in generale la sensazione di una sottrazione generalizzata del futuro. Questa è per noi la cornice di senso, certamente contemporanea, entro cui si svolge Contractions/Contrazioni; testo asciutto e crudo dell’affermato drammaturgo inglese Mike Bartlett.

La scena si svolge in un ufficio di una multinazionale. Il tempo è scandito in 14 fotogrammi e scorre nell’arco di circa tre anni. In scena i corpi di due donne agli antipodi. 

Una manager spietata e senza nome, a tratti quasi un robot, sorridente e diabolica, che incarna perfettamente il meccanismo stritolante e mortificante dell’azienda e che usa tutte le armi del potere per soggiogare con strategia e perversione.

Emma, la vera protagonista, giovane lavoratrice precaria dell’azienda che compie una vera e propria trasformazione interiore, quasi una discesa agli inferi, oltrepassando ogni limite, da uno stato di indipendenza a un totale asservimento.