
QUEEN BIDET
di Fabio Casano
regia di Gennaro Maresca
assistente alla regia Adriana Serrapica
con Chiarastella Sorrentino
disegno luci Simone Picardi
musiche Raffaello Basiglio
costumi Giulia Contrastato
comunicazione Alessia Guardascione
produzione B.E.A.T. Teatro
CALENDARIO DEGLI SPETTACOLI
| venerdì | 8 gennaio 2027 | ore 21:00 | |
| sabato | 9 gennaio 2027 | ore 19:00 | |
| domenica | 10 gennaio 2027 | ore 18:00 |
1789 – il terzo stato proclama la Rivoluzione Francese che si conclude con la caduta della monarchia e l’esecuzione di Maria Antonietta.
Stesso anno, Napoli, tra il popolo si forma un’evidente corrente complottista contro la regina Maria Carolina.
È questo il motore principale della performance Queen Bidet, che vuole essere il racconto di una massa che si fa voce sola e assale lo straniero.
Maria Carolina è l’individuo, che integra in sé gli stessi contrasti della massa, l’individuo in rivolta con il suo doppio, giovane e vecchio, innovatore e radicato, il sé politico e persona. In questa sua individualità, si fa portavoce dell’universale, di qualsiasi regina e qualsiasi uomo del terzo stato.
Lei è la volontà di resilienza, è il gesto sfrenato per confermare se stessi. La sua azione, forse ultima e disperata, è portare davanti alla massa l’oggetto che la identifica. Il suo meraviglioso trono: un bidet. Simbolo della sua innovazione e suo stesso tormento.
Il bidet è l’oggetto che lei ha tanto desiderato, come il potere, come l’essere donna e amante e madre. Arrivato dalla Francia, conosciuto ai più come “strumento di lavoro da meretricia” e pertanto visto di cattivo occhio dal popolo.
Maria Carolina è quello stesso bidet, sporco, perverso e libero. Uscire dal palazzo e portare il bidet in piazza è portare se stessa nuda davanti a tutti.
Sa benissimo che ad aspettarla c’è la stessa morte della sorella, ma Regina Bidet combatte, danzando con il suo trono in piazza mentre aspetta di essere sbranata dalla massa.
Queen Bidet è la fine dell’espressione dell’individuo a servizio della glorificazione di una massa-sovrana. È il movimento di un popolo che giustamente diventa democrazia distruggendo i simboli del potere, e dello stesso popolo che 200 anni dopo è monarca di se stesso.
Prima di una rivoluzione di massa, forse è necessaria una rivoluzione in zona intima.



