
Musica dei ciechi – Tournèe Viviani
Di Raffaele Viviani
Regia Tonino Di Ronza
Con Agostino Chiummariello, Lucianna De Falco, Ernesto Lama, Niko Mucci, Matteo Mauriello, Rosada Esposito, Andrea Di Ronza
Musiche eseguite dal vivo di Raffaele Viviani
Antonello Guetta (Mandolino, Chitarra)
Vittorio Cataldi (Fisarmonica, Violino)
Francesco Guetta (Contrabasso)
Agostino Mas (Flauto, Percussioni)
Figuranti / movimenti di scena Dario Pererano, Elena Cecere
Scenografia Rossella Coppola
Costumi Giusi Giustino
Disegno luci Cesare Accetta
Direzione tecnica Paco Summonte
Foto Vincenzo Prezioso
Produzione Pragma Produzioni Srl
Allestimento a cura degli allievi della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli
Note di regia
L’ omaggio a Raffaele Viviani nasce da un interesse coltivato da alcuni anni con i nostri studenti di scenografia nell’ Accademia di Belle Arti di via Costantinopoli. Questa retrospettiva sull’autore partenopeo più moderno del Novecento nasce con l’aiuto di professionalità interne e la collaborazione di alcuni attori. La realizzazione di questa piéce è nata dal confronto delle idee e dagli stage proposti dalle diverse competenze artistiche e tecniche presenti in Accademia. La prima prova dello spettacolo, presentato presso il Teatro Antonio Niccolini della nostra Istituzione, ha suscitato grandi consensi e interesse da parte del pubblico. Il doppio titolo lascerebbe intuire due tempi slegati tra loro, in realtà uno è complementare all’altro in quanto la messa in scena si snoda in un’ unica soluzione drammaturgica. Si tratta semplicemente del ribaltamento del punto di vista di chi osserva: un vero e proprio dietro le quinte che mette in condizione gli attori, i musicisti e i tecnici di stabilire un rapporto vero con gli spettatori. La rappresentazione è un’ esilarante prova d’attore incoraggiata dalla presenza di veraci interpreti e musicisti vivianei scelti con attenzione per la loro indiscutibile conoscenza dei testi e delle musiche di questo autore. La soluzione visiva è caratterizzata da una forte sintesi costruttiva, singolare e audace, nella quale all’ermetica forma della prima parte fa riscontro l’esploso scenografico del secondo atto. Un racconto nostalgico e moderno cadenzato da una successione di eventi narrati in una mappa geografica quasi inedita.
T. Di Ronza











