L’Uomo sottile

L’Uomo sottile

 

Di Sergio Pierattini

Con Massimo Reale

Supervisione artistica Manuela Mandracchia

Introduzione a cura di Giovanni Mazzini

Scene e videoproiezioni Susanna Proietti

Disegno luci Valeriano Solfiti

Contributi audio/video Federica Toci

Costumi Sandra Rosadini

Produzione Spazi D’arte

 

Un monologo sulla menzogna e la colpa. Questo, in sintesi, il senso del testo di Sergio Pierattini: la figura del fantino mercenario diventa così metafora dell’uomo contemporaneo alle prese tra il desiderio di autoaffermazione e il conflitto con i propri più o meno presunti valori; il modello vincente di un mondo ormai senza regole, che sempre più sembra voler somigliare, in peggio, alla celebre giostra senese. Tenuto prigioniero nel ventre profondo della città da una mano invisibile, “Il Boia”, l’immaginario fantino che vediamo in scena, è consapevole che solo quando confesserà la propria colpa e il tradimento che ha permesso alla contrada avversaria di riportare la vittoria, riuscirà ad ottenere la libertà. Ma è la sua stessa natura di fantino e di uomo a complicare le cose. Sincero mentitore di sé stesso fornisce ogni volta una convincente e appassionante versione dei fatti, fino a smarrire, forse, (mai fidarsi di questi demoni) persino nella più nascosta e segreta parte della propria coscienza, l’ultimo brandello di verità.

 

 

 

 

 

 

 

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