L’ecologia dei sentimenti

L’ecologia dei sentimenti

A cura di Nadia Carlomagno

Siamo stati derubati del futuro. Quando ci si mette davanti alla TV, o si ascolta un pezzo alla radio, non si ha l’impressione che il ventunesimo secolo sia già cominciato. Siamo ancora intrappolati nel ventesimo secolo.

Mark Fisher

Il progetto “L’ecologia dei sentimenti” nasce come evoluzione del percorso di ricerca avviato già da qualche anno nel Master in Arti performative Teatro Pedagogia e didattica. Metodi, tecniche e pratiche delle arti sceniche” dell’Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli (www.unisob.na.it/masterteatro), sotto la direzione di Nadia Carlomagno, che ha come scopo lo studio degli aspetti più profondi del teatro, esplorando nuovi spazi nei quali promuovere un confronto tra diversi linguaggi narrativi. Il focus è la ricerca teatrale e pedagogica, nonché sociologica, antropologica e psicologica, che punta alla creazione della messa in scena di progetti originali di scritture e drammaturgie performative in una visione interagente, inter-codice e trasversale, che si avvale della non linearità nell’interazione tra i diversi domini e i diversi dispositivi. Da questo percorso è nato anche 2084 L’anno in cui bruciammo Chrome, scritto e diretto dal regista Marcello Cotugno dove s’immagina che l’Occidente post-capitalista sia stato colonizzato dalla cultura cinese. La tecnologia più avanzata pervade ogni cosa: dal metaverso all’utilizzo di droni e telecamere per controllare il livello di sicurezza della nazione. La vita della collettività è regolata dai crediti sociali: per ogni azione dei cittadini il governo assegna un punteggio. Il lavoro è diventato l’unica ragione di vita.  In un appartamento di un quartiere povero di una cittadina immaginaria, una famiglia cerca, tra mille difficoltà, un riscatto sociale. Lo spettacolo, dopo aver debuttato al Campania Teatro Festival 2022, è in cartellone al Teatro Sannazaro. L’ecologia dei sentimenti raccoglie quattro performance teatrali, interamente ideate e realizzate da allievi e allieve del Master che, nel corso degli ultimi due anni, con il tutoraggio di artisti, operatori dello spettacolo e pedagoghi come Marco Martinelli, Marcello Cotugno, Andrea De Rosa, Valeria Apicella, Francesco Cordella, Linda Dalisi, Fabio Pisano, Pasquale Mari, Marzia D’Alesio, Pier Cesare Rivoltella, Nadia Carlomagno e molti altri, hanno avuto modo di sperimentare, in totale libertà, nuove drammaturgie e dimensioni performative da scrittura scenica. Sia che partissero da una auto-fiction che da ispirazioni drammaturgiche tratte da autori di grande livello della scena internazionale, come Caryl Churchill, le azioni performative si sono indirizzate in un teatro a metà tra post-drammatico astratto e teatro di parola. Questo sottolinea come l’idea di crossover stilistico, oggi più che mai sia la strada giusta da percorrere per un teatro vivo, essenziale e che abbatta ogni confine. I temi scelti, l’anno scorso tECnOLOGIA e SOStenibilità, L’educazione sentimentale quest’anno, vanno a intercettare istanze e problematiche attuali e dolorose. I testi fanno sorgere domande inquietanti: dove vivranno i nostri figli in un mondo sempre più devastato dall’uomo?  E quali conseguenze porta la disumanizzazione e la perdita totale della piazza d’incontro, sostituita completamente dalla piazza virtuale, dove incontrarsi fa paura? WhatsApp, Tik Tok, il metaverso e i videogame possono davvero essere i nuovi cortili dove i giovani possano incontrarsi e sognare? Senza fornire risposte, le azioni performative, tra emozione e tormento, tra ribellione e tormento, raccontano il presente, un presente che non inneggia più al futuro, perché come preannunciato da Elizabeth Kolbert siamo già entrati nell’era della sesta estinzione.

Nadia Carlomagno

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