Il viaggio di Nabil

Il viaggio di Nabil

Poema epico contemporaneo

 
Di Daniele Virgillito
Adattamento teatrale Fabio Pisano
Regia Stefano Amatucci
Con Lorenzo Sarcinelli, Gianluca Pugliese, Vladimir Randazzo, Antonio Ciorfito
Musiche Vito Ranucci
Produzione Studio Lab 48

“Il Viaggio di Nabil” di Daniele Virgilito, è stato un bestseller digitale, alla sua uscita ha superato nella classifica Amazon, in copie vendute, le opere di Omero, Dante ed altri poeti di fama mondiale.

TRAMA
Nabil, uno studente ventenne egiziano, intraprende un viaggio su un barcone clandestino diretto in Sicilia. Il giovane desidera ritrovare Yara la sua ragazza siriana, fuggita da Alessandria in Italia con la famiglia dopo che il fratello Tarek, in Siria, è stato arrestato per aver criticato sul suo blog Bashar-Al Assad. Sul barcone, Nabil incontra compagni di viaggio provenienti da varie parti dell’Africa e dell’Asia, ciascuno in cerca di salvezza e di un futuro migliore. Incontra Alif, un ragazzino senegalese di otto anni che indossa una maglia di Messi, regalatagli dal fratello; Semira, un’anziana eritrea che ha affrontato un estenuante viaggio nel deserto alla misericordia di pirati senza scrupoli; Bashir, un ragazzo pakistano il cui padre morì anni prima intrappolato nel fondo d i un barcone; Mingo, un angolese scampato ad un agguato. Nabil e i suoi compagni affrontano uno scafista senza scrupoli, “Il Biondo”. Nabil aiuta una donna a partorire, Lusamba, dopo che Amir, suo marito, viene ucciso dallo scafista. Nel lungo viaggio, Nabil penserà spesso di non farcela più ed arrendersi.

NOTE DI REGIA
Il poemetto “Il viaggio di Nabil” di Daniele Virgillito affronta il tema dell’immigrazione in modo originale, mescolando antico e moderno, endecasillabi e attualità tragica e ci fa riflettere sul volto umano dell’immigrazione. Fabio Pisano ne ha fatto un adattamento teatrale di grande efficienza e forza. Mi piace paragonare il testo ad una piccola Odissea contemporanea, in cui Nabil, giovane migrante, affronta mostri umani e calamità naturali per ritrovare la sua amata Yara.

L’opera tocca temi caldi dell’attualità con i toni dell’epica, e restituisce un’immagine umana complessa, sfaccettata, sorprendente. “Le scarpe affondano dentro la sabbia; inciampo, poi riprendo a camminare, acceso dall’amore e dalla rabbia che spingono l e gambe verso il mare.” Il viaggio di Nabil racconta anche quanto la forza dell’amore e il desiderio di volersi ricongiungere con i propri affetti spinga tante persone ad affrontare viaggi mettendo a rischio l a propria esistenza. Per la messa in scena, ho immaginato uno spazio vuoto, o, dove è possibile, montare una pedana inclinata al centro del palco che si fa deserto, covo scafisti, barcone, mare. I quattro attori interpretano diversi ruoli, dando vita a una performance dinamica che riflette le sfide vis-sute dagli immigrati, sia durante la traversata in mare che nei paesi dove sono accolti, quando non vengono abbandonati in mezzo al mare. Poi c’è il Mare, che tiene nelle sue mani il destino dei migranti. “Il mare accoglie fra le braccia scure i figli dati in prestito alla terra; con acqua e sale lava le paure, prepara i viaggiatori a un’altra guerra.”

Stefano Amatucci

 

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