E.G.O. Extreme Game Over

E.G.O. Extreme Game Over

Scritto Da Riccardo Pechini e Mariano Lamberti
Con Lorenzo Balducci
Regia Mariano Lamberti
Musiche Andrea Albanese
Disegno Luci Emilio Barone
Produzione ARTETECA



Dopo il notevole riscontro di pubblico di Allegro non troppo (sold out in quasi 30 città) e la consacrazione col successivo Fake (spettacolo di Natale all’Off Off Theatre di Roma), torna Lorenzo Balducci per chiudere un’ideale trilogia di spettacoli che, pur utilizzando il classico registro graffiante e provocatorio della stand up comedy, hanno sempre trattato temi impegnativi e di rilevanza socioculturale. E.G.O. L’arte di essere felici, non fa eccezione, anzi, affronta un argomento ancora più scomodo. Il mistero più grande e affascinante che accomuna da sempre l’intero genere umano: la morte. E.G.O. è infatti l’acronimo di Extreme Game Over. Date le premesse, può sembrare azzardato che il titolo comprenda anche la parola felicità, eppure è proprio su questo paradosso che lo spettacolo vuole riflettere. Poiché rimuovere la finitezza della nostra esistenza ci porta in definitiva a condurre vite infelici. Prendendo spunto dalla celebre frase di Ungaretti “Spero che la morte mi colga vivo”, E.G.O. passa in rassegna le tragicomiche strategie con le quali rifuggiamo dal pensiero della nostra dipartita (che non si declina solo come paura della morte fisica ma anche freudianamente come paura del cambiamento, dell’invecchiamento, della solitudine e dell’abbandono). Ed ecco allora le nuove frontiere della chirurgia estetica.

In Cina spopolano gli interventi per “occidentalizzare” gli occhi a mandorla, in America quelli per somigliare a un divo in particolare o addirittura al personaggio di un cartoon. Per non parlare di ciò che avviene, soprattutto in Italia, sotto la cintura, con ringiovanimenti, rimpolpamenti o allungamenti vari. Perché la paura della morte è anche e soprattutto un business che fattura miliardi. Ne sanno qualcosa le industrie farmaceutiche, ormai a pieno titolo “spacciatrici” di eterna giovinezza. O le agenzie funebri che organizzano cortei ed esequie per i nostri cari animaletti estinti, o gli intramontabili medium, quei simpatici evergreen in grado di farci messaggiare con i nostri defunti con tanto di emoticon facciali durante la trance. Eppure, secondo alcune religioni, (in particolare Il Buddismo) incorporare la consapevolezza della morte nella vita quotidiana garantisce di vivere esistenze pienamente realizzate e felici. Esattamente l’opposto di ciò che avviene nella nostra società, non a caso attanagliata da quel vuoto esistenziale da cui nascono dipendenze, compulsioni sessuali (aiutate da app sempre più mirate a soddisfare un consumismo di corpi), e quella smania di fama, potere e successo che accomuna emblematicamente vecchi politici e giovanissimi utenti di Tik Tok. Come negli alti spettacoli, non mancheranno incursioni nella filosofia e nella letteratura, passando in rassegna, sempre in maniera divertente, le teorie “scientifiche” più originali su cosa ci attende nell’aldilà, gli esperimenti più bizzarri o, all’opposto, i riti più affascinanti di alcune tradizioni popolari italiani riguardanti il culto dei morti. Lo spettacolo, scritto come i precedenti da Riccardo Pechini e Mariano Lamberti (che ne cura anche stavolta la regia), trova in Lorenzo Balducci un interprete ideale, capace con il suo grande talento di performer di divertire pur trattando temi importanti, passando con disinvoltura da Heidegger e Hillman a un lipsynch di Paola e Chiara.

 

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