
ARECIBO
Un progetto Fucina Zero
Regia Matteo Finamore
Drammaturgia Jacopo Angelini
Con Mario Berretta, Andrea Carriero, Giulia Rossoni
Architettura sonora Giulia Menaspà
Consulenza al suono Pasquale Citera
Disegno luci Omar Scala
Costumi Giulia Barcaroli
Organizzazione Veronica Toscanelli
Consulenza artistica: Roberto Scarpetti
Foto di scena Simone Galli
Produzione lacasadargilla, Gruppo della Creta
CALENDARIO DEGLI SPETTACOLI
| venerdì | 26 febbraio 2027 | ore 21:00 | |
| sabato | 27 febbraio 2027 | ore 19:00 | |
| domenica | 28 febbraio 2027 | ore 18:00 |
IL MESSAGGIO
Nel 1974, grazie a un enorme radiotelescopio situato a Arecibo, in Porto Rico, un’equipe di scienziati inviò un messaggio nello spazio, sperando in una risposta.
Il messaggio consisteva in un disegno molto piccolo, un’immagine di 23×73 pixel, fatta di figure stilizzate e numeri.
L’umanità ha trasmesso un segnale a 25.000 anni luce di distanza ma, dopo appena mezzo secolo, il messaggio inviato non ci interessa più.
Ci siamo già stancati di attendere la risposta?
PERCHÉ PARLARNE OGGI?
In Arecibo questa tensione siderale verso lo spazio diventa la metafora di ogni altro tentativo di comunicazione lungo l’arco delle nostre vite e di tutta l’infinita rete di messaggi, chiamate e segnali inviati che non arriveranno mai a destinazione.
Oggi Fucina Zero fa un intervento per recuperare la giocosa curiosità con cui l’uomo ha sempre guardato al cielo, e con Arecibo pone quindi le domande: “Abbiamo altri messaggi da inviare? Siamo ancora disposti a guardare le stelle e le nostre vite e a saper aspettare?”
VERSO IL CIELO
In scena, i tre performer sono alle prese con il racconto della costruzione e del disfacimento di una grande impresa tecnologica, e passano di ruolo in ruolo, di tono in tono, perfino di epoca in epoca.
I performer interpretano scienziati e cantanti, miliardari e bambini, e nella Babele scenica che prende il sopravvento, mantengono sempre il fuoco sullo stesso punto: l’umanità che cerca di comunicare qualcosa al proprio vicino, chiunque esso sia: compagno di scena, pubblico, o alieno.
























