Corriere del Mezzogiorno Lara Sansone – Oltre al teatro ho ereditato da nonna anche la cucina

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO – CAMPANIA
Lunedì 31 marzo 2025

«Oltre al teatro ho ereditato da nonna anche la cucina»

Lara Sansone, nipote di Luisa Conte: amo ricevere e preparo tutti i piatti napoletani come faceva lei.

A casa nostra la cucina era una festa, una gioia per tutti. E alla tavola sono legati i miei ricordi di bambina più cari». È una memoria che sa di ragù, di genovese, di pesce cucinato fresco, quella di Lara Sansone, che tutti conoscono nei panni della sciantosa pop al Cafè Chantant che porta in scena da quando era ragazza nel “suo” Sannazaro, il teatro ereditato dalla nonna Luisa Conte e dalla mamma Brigida e che gestisce con il marito Sasà Vanorio. Ma quando passa dal salotto e dal palcoscenico di Chiaia alle pareti più intime della sua casa che affaccia su piazza del Municipio, Lara ricorda di essere figlia e nipote anche di un’altra arte, quella culinaria. Così le piace molto “ricevere”, come alla nonna, che a casa cucinava per famiglia e amici, e i bambini c’erano sempre, a tavola come dietro le quinte del palcoscenico.

«Uso il ricettario ereditato da nonna e da mamma e scritto a mano, con tutti i piatti napoletani come li facevano loro», racconta Lara, che ha tre figli: Greta, avuta in prime nozze con Gianfranco Gallo, e poi Gabriel e Christopher Vanorio. «Anche se sono molto curiosa e mi piace sperimentare, perché sono stata per molto tempo all’estero e ho amato la cucina di tutto il mondo, resto legata a quella di casa mia, dove si rispettava la tradizione culinaria napoletana». L’attrice, cantante e regista (che da poco ha chiuso le repliche di Festa di Montevergine di Viviani, da 12 anni sempre sold out) prima di prendere in mano le redini del Sannazaro, studiava a Londra, ma «il grande insegnamento di mamma e nonna era sempre ben presente nel mio cuore, Loro amavano il “convivio”, cucinare per gli amici e preparare in grande stile la tavola. Secondo nonna la vita andava celebrata sempre e cucinare era un modo per dimostrare amore. Ricordo le meravigliose tovaglie di lino bianco sotto cui mettevano a riposare la pasta fresca e i crocchè di patate fatti in casa: erano quasi un rito per loro. E poi c’erano i contorni: la parmigiana di melenzane, i peperoni, le insalate, i dolci di mamma, bravissima con choux ed éclair, zeppole, glasse, pastiere». A cena, quando Lara era piccola (oggi ha 50 anni, ma quando fa la sciantosa a teatro o la sciampista Bice in Un posto al sole pensi che non abbia età) c’erano i grandi interpreti del tempo, come Nino e Carlo Taranto e Gennarino Palumbo.

«Ricordo bene Nino Taranto, un gran signore, ma anche Enzo Cannavale, Giuseppe Di Martino e Armando Pugliese: erano tutti parte della famiglia. Meravigliosi anche i piatti di mare, che preparavano spesso con quanto pescavano mio padre Mario e mio zio, anche se il profumo che mi svegliava la mattina era quello del ragù, rimandato dalla domenica al lunedì, perché abbiamo sempre avuto lo spettacolo pomeridiano la domenica e a teatro si doveva andare leggeri».

E “leggera” e genuina è la cucina di Lara Sansone oggi. «Anche a me piace cucinare tutto e fare cene con gli amici più cari: ricordo quelle bellissime con Leopoldo Mastelloni o Paolo Isotta (il critico musicale scomparso nel 2021, n.d.r.) che mi manca tantissimo e che amava la pasta e piselli con gli spaghetti o gli ziti spezzati con la pancetta. Io prediligo le cose semplici come la pasta al pomodoro, gli ziti con lo “scarpariello”, gli spaghetti con le vongole. Vado alla ricerca degli ingredienti freschi al mercato o ai miei posti di riferimento sui Quartieri Spagnoli: anche per me la cucina è amore».

E per gli spaghetti alle vongole Lara usa 500 grammi di pasta per 1,5 kg di vongole veraci, da spurgare in acqua di mare (0 col sale grosso), far saltare in padella con due spicchi d’aglio e olio extravergine d’oliva, sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco secco e cuocere per pochi minuti a fuoco vivo con un peperoncino, mentre si cuociono gli spaghetti in abbondante  acqua con poco sale per la metà del tempo previsto per la cottura, che si termina unendoli alle vongole, dopo aver tolto l’aglio e filtrato l’olio con un passino (per evitare residui di sabbia). Si servono con prezzemolo tritato fine, rigorosamente al dente.

Ida Palisi

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