
CAFÉ CHANTANT MY WORLD – di Lara Sansone
di Roberta D’Agostino per sipario.it | 21/12/2025
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My World conferma con forza perché il Café Chantant del Teatro Sannazaro rimanga, dopo trent’anni, un format vivo e capace di rinnovarsi senza tradire la propria identità. In questa edizione, tra le più mature e consapevoli, Lara Sansone costruisce uno spettacolo che nasce come il mondo immaginifico – e a tratti felicemente folle – che abita la sua visione artistica: un universo concepito secondo il canone del varietà, privo di un fil rouge narrativo tradizionale ma profondamente coerente nel riflettere il suo modo di guardare la realtà, fatto di divertimento senza confini e di un’idea di festa condivisa, libera da limiti e barriere.
Il palco diventa così un vero e proprio mondo performativo, uno spazio in cui recitazione, canto e danza convivono in un equilibrio dinamico e in cui ogni numero, pur nella sua autonomia, contribuisce a un racconto corale. Non si assiste semplicemente a un varietà, ma a una successione di quadri che, accostati, restituiscono una realtà filtrata attraverso la condivisione, coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza sensoriale totale.
Questa visione prende corpo anche attraverso una scelta musicale ampia e dichiaratamente eterogenea, che diventa parte integrante della drammaturgia dello spettacolo. I brani attraversano epoche e linguaggi senza gerarchie: da Sting ai Maná, da Toto Cutugno a Cesare Cremonini, da Edoardo Bennato a Lou Bega, dai Wham! ai Queen, fino ai grandi classici napoletani. Un mosaico sonoro ricchissimo, in cui trovano spazio una versione poetica e sorprendente di Despacito e una splendida interpretazione de ’A vucchella, capace di restituirne tutta la raffinatezza lirica. Gli oltre venti brani eseguiti costruiscono un flusso musicale continuo che sostiene e amplifica il racconto scenico.
La regia rivela da subito un controllo solido e lucido dell’impianto artistico. Lara Sansone orchestra tempi, transizioni e movimenti con la precisione di una partitura tridimensionale, in cui luci, spazi e cambi di costume diventano strumenti drammaturgici veri e propri. I numeri sono cuciti con estrema cura, dosando sapientemente divertimento e qualità: momenti in cui il pubblico balla e si diverte si alternano a sezioni di ascolto più raccolte, intime ed emotivamente dense.
In questo equilibrio emerge anche la Sansone splendida interprete oltre che regista, capace di abitare la scena con naturale autorevolezza. Particolarmente intensa l’interpretazione del monologo scritto da Igor Esposito, quasi in chiusura di primo atto, momento di sospensione emotiva che concentra e restituisce il senso più profondo dello spettacolo, offrendo allo spettatore uno spazio di riflessione all’interno della festa.
Dentro questa architettura così definita si muove un cast di grande qualità: trenta artisti in scena che danno vita a un organismo vivo e pulsante. Lucio Pierri, Massimo Peluso, Mario Aterrano, Toni Guido, Mario Andrisani e Antonio Marino offrono prove versatili e incisive, attraversando con naturalezza tutte le sfumature del Café Chantant, dall’ironia più travolgente ai momenti musicali di sapore tradizionale, fino alle sezioni in cui il corpo diventa linguaggio e racconto.
Le coreografie di Alessandro Di Napoli conferiscono al movimento una potenza narrativa che dialoga costantemente con musica e recitazione; sono i ballerini che coinvolgono il pubblico in sala regalando momenti di divertimento molto apprezzati. L’orchestra agisce come un sostegno drammaturgico sempre puntuale. I costumi, firmati da Luisa Gorgi Marchese e Mariano Ranno, costruiscono un universo estetico ricchissimo, esaltato dal trucco e parrucco di Ciro Florio e dagli accessori di Carmine Russo. A questo si aggiunge un impianto scenografico imponente, che rende ogni numero un piccolo evento visivo di grande raffinatezza.
Resta centrale l’elemento immersivo, cifra storica del Café Chantant. In My World l’esperienza comincia già nella sala del teatro, trasformata in uno spazio performativo: non una semplice accoglienza, ma un invito a entrare senza filtri in questo mondo, a sentirsi parte di un racconto in continuo divenire, dove lo spettatore non è mai passivo, ma co-protagonista della festa.
La produzione di Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale – Teatro Sannazaro, con l’organizzazione di Salvatore Vanorio, sostiene una macchina tecnica imponente. Trenta artisti in scena, gli oltre duecento costumi, un repertorio vastissimo e un impianto scenico di grande respiro fanno di My World un vero regalo alla città, al pubblico e ai turisti.
My World non chiede di essere ricordato, continua semplicemente a vivere. E da trent’anni il Café Chantant del Teatro Sannazaro dimostra di saper reinventare il proprio incanto, offrendo non solo uno spettacolo, ma un mondo di emozioni, di divertimento da vivere.
Uno spettacolo, però, è sempre meglio viverlo che raccontarlo. Il tempo c’è: andate a vederlo.
Roberta D’Agostino






