Enzo Moscato
Mario Fasciano

Matthew Fisher
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DALLA MUSICA ALLA MUSICA
Musica napoletana dal Settecento ai giorni nostri
con brani del repertorio di Mario Fasciano, di Matthew Fisher dei Procol Harum
e del drammaturgo Enzo Moscato
Di solito i concerti dei gruppi storici del rock, soprattutto di quello progressivo, nascono all’insegna della nostalgia: una spolverata ai vecchi successi e via. Questa proposta di Matthew Fisher dei Procol Harum, britannici, profeti del suono orchestrale, è del tutto diversa e innovativa. Stavolta l’hammondista della celebre A whiter shade of pale del 1967, undici milioni di copie vendute, mette la sua bravura al servizio dell’arte napoletana: la musica di Mario Fasciano e lo straordinario teatro di Enzo Moscato. Il risultato è di meravigliosa suggestione. Perfino nella riproposta di brani napoletani del dopoguerra, l’organo Hammond - il cui uso fu codificato appunto da Matthew Fisher, uno dei Procol - regala nuove sonorità classiche, al punto da rievocare la fantastica stagione del Settecento partenopeo. Tra una canzone e un monologo di Moscato lo spettacolo scorre senza pause, intriga. E’ una conferma che l’alleanza tra le note napoletane e quelle del prog - cavallo di battaglia di Fasciano, che da tanti anni coopera con Rick Wakeman e reduci dei Deep Purple, dei Genesis, perfino dei Platters, apre nuove prospettive alla musica del terzo millennio.
Lo spettacolo si svolge in due tempi.
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